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24/10/2025 21:27
QUARTO TEMPO LND, EMOZIONE E COMMOZIONE ALL’INCONTRO CON BUFFON E ANTOGNONI

Due generazioni diverse, due campioni del mondo, due capi delegazione azzurri (uno della Nazionale Maggiore, l’altro della Nazionale Under 21), un unico grande amore per il calcio e per la maglia azzurra: emozione e commozione all’incontro con Gigi Buffon e Giancarlo Antognoni, momento affascinante moderato dal giornalista Marino Bartoletti presso EXPO Ferrara all’interno della manifestazione Quarto Tempo LND. 
Antognoni ha ricordato la nascita della sua passione per il pallone. “Quando uno inizia a giocare a calcio, a livello dilettantistico, pensa e sogna di indossare la maglia azzurra. Quando io ho iniziato, lo speravo. Il fatto di uscire di casa a quindici anni mi ha giovato, facendomi maturare. A diciassette anni ho iniziato con la Nazionale Juniores di Azeglio Vicini, la Fiorentina mi aveva notato. In Azzurro, ho esordito a vent’anni contro l’Olanda, che al tempo era la più forte d’Europa. Facemmo fatica, non ci qualificammo per gli Europei. Poi mi tolsi soddisfazioni: un quarto posto nel 1978 e un primo posto nel 1982, sempre ai Mondiali. Bearzot? Per noi, più che un allenatore, era un secondo padre”. 
Esordio contro l’Olanda, che al tempo era la più forte d’Europa. Abbiamo avuto difficoltà contro Olanda di Crujiff, fatta nostra figura, ma non qualificati per Europei. Avevo venti anni. Fatto due Mondiali, un quarto posto nel 1978, un primo nel 1982, Bearzot era più un nostro secondo padre che un allenatore. 
Diretto e profondo nelle sue considerazioni, Gigi Buffon: “Giancarlo rappresentava e rappresenta l’eleganza, io ero più creativo. Per ognuno di noi la maglia azzurra ha un valore differente. Quando entravo in campo, avevo lo spirito e l’orgoglio di rappresentare l’Italia. Potevo essere solo italiano. Con me portavo la storia dei miei due nonni che hanno fatto la Seconda Guerra Mondiale e si sono salvati, le nostre Alpi, i nostri laghi, l’orgoglio dei miei genitori”.
Se riuscissimo con la Nazionale di oggi ad arrivare ai Mondiali, sarebbe una nuova magia?
“Qualcosa si sta muovendo negli animi, nei cuori, dei giocatori e della stampa, che ha capito quanto sia importante in certi momenti essere a supporto”. 
Il Mondiale vinto nel 2006 e quello del 1982 hanno in comune una squadra che non partiva come favorita. “Proprio per questo – sottolinea Antognoni – alzare la coppa è stata una soddisfazione ancora più grande”. 
Commozione e standing ovation per il sentito ricordo del compianto Paolo Rossi, capocannoniere a sorpresa nel Mondiale spagnolo vinto dagli azzurri di Bearzot. 
La Nazionale Under 21 regala speranza. “Ci sono giovani molto interessanti che dovrebbero avere più possibilità di giocare – dichiara Antognoni -. Conterà la squadra”. 
La chiosa è di Buffon, con un pensiero all’ex compagno di Nazionale, e amico, il ct azzurro Rino Gattuso: “Continua così, con la tua energia che sta contagiando tutti”.


Damiano Montanari 
Ufficio Stampa e Comunicazione CRER FIGC LND