Il Mezzolara ha conquistato la promozione in Serie D al termine di un campionato combattuto fino all’ultima giornata. Una vittoria maturata dentro un percorso lungo, iniziato dopo la grande delusione della stagione precedente e costruito con pazienza, equilibrio e qualità. A raccontare il cammino biancazzurro sono il team manager Mirco Lazzari e il direttore tecnico Max Calzolari.
Lazzari, che promozione è stata per il Mezzolara?
“Questa è una promozione che viene da lontano. Abbiamo cercato di costruire una squadra con giocatori forti e molto conoscitori della categoria. Anche grazie all’avvento del direttore sportivo Matteo Mari, abbiamo allestito una squadra buona, poi rivelatasi ottima per l’Eccellenza, sulle ceneri della grande delusione dell’anno scorso. Nella passata stagione il girone B non sembrava avere corazzate, noi eravamo dati tra i favoriti, siamo arrivati allo spareggio di Rimini con il Coriano e abbiamo perso. Poi abbiamo vinto i playoff regionali, siamo stati abbinati al girone laziale e abbiamo perso con il Montespaccato, poi promosso. Dopo quella delusione, vedendo anche come erano stati composti i gironi e la presenza dell’Ars et Labor, c’è stato qualche giorno di smarrimento. Poi abbiamo cominciato le nostre trattative e siamo ripartiti a fari spenti”.
Qual è stata la svolta della stagione?
“A metà del girone di andata abbiamo toccato il punto più basso, con la sconfitta per 1-0 in trasferta contro l’Osteria Grande. Subito dopo abbiamo giocato in casa con l’Ars et Labor, disputando quasi tutta la partita in inferiorità numerica e strappando uno 0-0. Da quella gara con l’Osteria Grande all’andata fino alla sfida di ritorno con la stessa Osteria Grande, in sedici partite abbiamo ottenuto tredici vittorie e tre pareggi, prima di perdere proprio al ritorno. In quel periodo abbiamo accumulato un vantaggio massimo di tredici punti, spesso restando in doppia cifra. Negli ultimi mesi l’Ars et Labor era in grande crescita e alla fine abbiamo vinto il campionato all’ultima giornata, con soli due punti di vantaggio”.
Qual è stato il segreto di questa vittoria?
“I fattori decisivi sono stati tre. Prima di tutto si è creata un’alchimia particolare nello spogliatoio. Poi l’allenatore Nicola Zecchi, che sarà confermato anche per la prossima stagione, ha saputo trovare la quadra migliore. Infine ci sono i numeri: abbiamo avuto la miglior difesa, con 17 gol subiti in 34 giornate, e il miglior attacco del campionato, a pari merito con l’Ars et Labor, con 55 gol realizzati”.
Calzolari, da dove riparte ora il Mezzolara?
“Ripartiamo dalla conferma del nostro direttore sportivo Matteo Mari. Questo ci permette di avere già organizzato la nuova stagione in Serie D, dopo due anni di Eccellenza. Cambieremo anche la gestione degli allenamenti: in Eccellenza lavoravamo la sera, mentre il prossimo anno ci alleneremo nel pomeriggio. È un cambiamento importante. Ripartiamo inoltre dalla conferma di mister Nicola Zecchi e di tutto lo staff che ha conquistato questa promozione, un risultato che non era scontato avendo avuto come competitor una squadra come l’Ars et Labor”.
A livello di giocatori, come state costruendo la rosa?
“Abbiamo già inanellato sei o sette conferme rispetto a quest’anno e stiamo lavorando sugli Under obbligatori per la Serie D. Serviranno un 2006, un 2007 e un 2008 sempre in campo, mentre in Eccellenza non c’era l’obbligo degli Under. Dovremo quindi trasformare la rosa. Saremo un mix composto da Under di quelle annate, un gruppo di Over e cinque o sei veterani di categoria. Possiamo dire di essere a metà dell’opera”.
Quale sarà l’obiettivo per la prossima stagione?
“Vogliamo disputare un campionato tranquillo, da ritorno in Serie D del Mezzolara. L’obiettivo sarà una stagione da metà classifica, cercando anche di toglierci qualche soddisfazione su qualche campo importante della categoria. Ripartiremo con i piedi per terra, sapendo che sarà un campionato molto difficile. Il Mezzolara ha disputato la Serie D per vent’anni, ma sappiamo bene che ci aspetta una stagione impegnativa”.
Che messaggio vuole mandare alla piazza?
“A Budrio chiedo di cercare di sostenerci e seguirci come è successo quest’anno. Anche il testa a testa con l’Ars et Labor ha contribuito ad accendere la passione e la piazza ha risposto con grande entusiasmo. Mi piacerebbe rivedere lo stesso sostegno anche il prossimo anno in Serie D, pur sapendo che sarà un campionato difficile”.
Damiano Montanari
Ufficio Stampa e Comunicazione CRER FIGC LND